Carbone Vegetale: luci ed ombre di questo potente integratore

Carbone Vegetale: luci ed ombre di questo potente integratore




Il carbone vegetale è un prodotto di cui si sente parlare spesso nell’ultimo periodo. Nei supermercati, nelle panetterie e nelle pizzerie è sempre più di moda l’impasto “nero”, che viene venduto come una novità e stuzzica la curiosità delle papille gustative.

Ma che cos’è il carbone vegetale? E’ un carbone ottenuto per lavorazione del legname o simili (segatura, gusci o noccioli di frutta), con legno che può appartenere a specie differenti. Il legname viene sottoposto ad una combustione senza fiamma, alla temperatura di 500/600°C  in un’atmosfera povera di ossigeno. Il carbone così ottenuto viene poi trattato e il risultato è una polvere estremamente porosa.




Proprietà ed utilizzi del carbone vegetale

In ambito farmaceutico, il carbone vegetale è molto conosciuto ed utilizzato per le sue proprietà. Innanzi tutto, grazie alla sua porosità, ha una grande capacità adsorbente ed impedisce l’assorbimento a livello sistemico di alcune sostanze che possono essere dannose per l’organismo, se ingerite. Per questo motivo viene utilizzato come antitossico in alcuni casi di intossicazione acuta, per esempio in caso di avvelenamento da funghi. Inoltre grazie alla capacità di assorbire gas intestinali, viene anche somministrato prima di alcuni esami clinici (ecografia dell’addome superiore).

Come rimedio naturale, sempre grazie alle proprietà adsorbenti, il carbone vegetale viene assunto per contrastare gonfiore addominale, aerofagia, diarrea, meteorismo e flatulenzareflusso esofageo (il carbone vegetale trattiene i succhi gastrici in eccesso), gastriteacidità di stomaco, colon irritabile, alitosi. In genere, il carbone vegetale è assunto sotto forma di compresse e non è in grado di catturare solo gas o tossine, ma anche virus e batteri che si trovano nel tratto gastrointestinale. In più, non viene assorbito dalle mucose gastrointestinali, non ha effetti tossici e non è irritante per il tubo digerente.

Tutte le cose dette finora potrebbero far pensare senza dubbio che il carbone vegetale sia un alimento funzionale ideale, soprattutto per rimediare a tutta una serie di problemi comuni del tratto gastrointestinale. In realtà questa affermazione va ponderata. Le proprietà adsorbenti del carbone vegetale non agiscono in maniera selettiva sulle sostanze tossiche o sui batteri e virus patogeni, ma indistintamente, potrebbero ritrovarsi “intrappolati” in esso anche batteri della flora intestinale o farmaci. 

Questo significa che, tutte quelle persone che seguono una terapia farmacologica cronica, ad esempio per la tiroide o per il diabete, devono tenere a mente che il carbone vegetale va utilizzato con moderazione e attenzione. Un’indicazione utile è che le compresse di medicinale non andrebbero assunte nell’intervallo tra 30 minuti prima e 2 ore dopo l’assunzione di carbone vegetale. Il consumo quotidiano di pane o pizza con impasto al carbone vegetale, è sconsigliato in questo tipo di casi.

Inoltre, anche l’assorbimento di vitamine e sali minerali potrebbe essere compromesso mentre, un’assunzione per evitare meteorismo, può aggravare la costipazione in caso di stipsi (in dosi troppo alte può esserne esso stesso la causa), ostruzioni intestinali o appendicite e in generale non andrebbe utilizzato nei casi di lesioni del tubo digerente.

Rimane infine un’ultima questione da tenere presente: il carbone vegetale può essere cancerogeno? Essendo un prodotto che si ottiene ad alte temperature, il carbone vegetale contiene idrocarburi policiclici aromatici e benzopirene. Negli USA il suo utilizzo negli impasti e nella preparazione industriale di alimenti è vietato. La stessa cosa non accade in Europa dove il suo impiego come additivo e colorante in diversi prodotto alimentari (sigla E153) è autorizzato dal Regolamento CE n. 1333/2008, reg. UE n. 1129/2011, poiché non sarebbe pericoloso assumerlo in minime dosi. Secondo il Ministero della Salute e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), il carbone vegetale può essere utilizzato come colorante negli alimenti senza problemi di sicurezza e di natura tossicologica, a condizione che gli idrocarburi policiclici aromatici presenti siano inferiori a circa 1,0 μg/kg.

Per concludere, il carbone vegetale all’interno degli impasti, per uso quotidiano non è particolarmente indicato. Il suo utilizzo come integratore, al contrario, presenta molti vantaggi ma andrebbe assunto sotto supervisione medica, per scongiurare effetti collaterali che in alcuni casi possono essere anche gravi.

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