La dieta dei gruppi sanguigni: tu cosa devi mangiare per dimagrire?

La dieta dei gruppi sanguigni: tu cosa devi mangiare per dimagrire?




La dieta dei gruppi sanguigni è stata ideata allo scopo di creare un regime alimentare sano. Questa è stata costruita inserendo prodotti freschi ed il più possibile naturali facendo particolarmente attenzione al modo in cui questi vengono combinati tra di loro.

Quello a cui si fa riferimento era lo stile alimentare che conducevano i nostri antenati al fine di ricreare un po’ quella che sembra essere una dieta il più in linea possibile con le abitudini naturali del genere umano. Secondo l’ideatore dell’emodieta, il dottor Peter D’Adamo, un medico naturopata, questa avrebbe dovuto portare ad un migliore stato di benessere generale dell’organismo ed, in particolar modo, benefici a livello del sistema immunitario.




Lo scopo primo di questa dieta, pertanto, non è la perdita di peso (che comunque dovrebbe essere una conseguenza naturale di un’alimentazione sana e controllata) ma la salute e la prevenzione nei confronti di diversi stati patologici. La prima cosa da fare, necessaria per aderire a questa singolare tipologia d’alimentazione è conoscere il proprio gruppo sanguigno. E’ importante anche tenere in considerazione il fatto che ogni organismo è differente dagli altri in quanto è caratterizzato da uno specifico e personale DNA che rende le sue esigenze uniche.

Per tutti questi motivi l’emodieta va sperimentata ed adeguata caso per caso. Per farlo al meglio ci si dovrebbe munire di una delle diverse guide disponibili in libreria e cominciare a sperimentare. Ogni soggetto si accorgerà immediatamente che il fisico reagisce in modo diverso (più o meno positivo) ad un alimento oppure ad una combinazione di questi.

L’attenzione nei confronti di questa dieta non è data solo dal rimbalzo delle informazioni nei social network (che l’hanno fatta conoscere ai più) ma anche da parte degli studiosi che sono alla continua ricerca, anche nel capo dell’alimentazione, di strategie che potrebbero andare a fare un lavoro di prevenzione nei confronti delle malattie, soprattutto quelle che colpiscono maggiormente l’occidente del mondo. Questa attenzione è dovuta alla particolare situazione che la società sta vivendo ed, in particolar modo, all’innalzamento dell’età media della popolazione. Questo incremento però non è un indice di salute perché sono in continuo aumento anche le malattie croniche che vanno a creare un disturbo al soggetto colpito ma anche alla popolazione pubblica in quanto aumentano i costi.

Ruolo del sistema immunitario

Il motivo per cui un individuo reagisce ad un alimento, o più in generale ad uno xenobiotico è da ricercarsi nelle differenti attività del sistema immunitario. Questo,infatti, ha il compito di riconoscere gli intrusi penetrati nel nostro corpo attraverso le sue barriere naturali e non. Queste sostanze vengono chiamate antigeni e, oltre a questo sono anche i responsabili della determinazione dei gruppi sanguigni.

L’antigene che va a determinare il gruppo 0 è il fucosio (dal punto di vista della struttura chimica si tratta di uno zucchero semplice); questo va a costituire anche il punto di partenza per gli atri gruppi più complessi in cui si trova in combinazione con altre sostanze. Per il gruppo A si combina con l’N-acetil-galattosamina, per il gruppo B con la D-galattosamina e per il gruppo AB con entrambe queste sostanze.

Quando le cellule rilevano la presenza di queste sostanze estranee in circolo queste vanno a comunicare con le cellule dando luogo alla formazione di anticorpi. In particolar modo, se si parla di alimentazione, si tengono in considerazione delle particolari proteine, le lectine. Il dottor D’Adamo sembra aver dimostrato con criterio di scientificità gli effetti di queste proteine nei confronti di differenti gruppi sanguigni. E’ anche possibile, attraverso test di laboratorio semplici, come l’esame delle urine, andare ad individuare l’evenuale presenza di lectine incompatibili con l’organismo.

Variazioni dei gruppi sanguigni: dall’antichità ad oggi

E’ interessante andare a vedere quali variazioni gli organismi hanno subito in seguito ai naturali processi d’adattamento. Se pendiamo in considerazione l’uomo di Cro-Magnon tutti appartenevano al gruppo 0 (questi antenati assumevano soprattutto proteine in quanto erano abili cacciatori e si nutrivano sopratutto di alimenti come la carne).

Quando l’uomo smise di essere migratore e divenne sedentario cambiò la sua alimentazione e si nutrì soprattutto di cerali ed inserì, oltre che agli animali d’allevamento anche la pesca. Questa svolta nello stile alimentare diedi vita allo sviluppo del gruppo AIl gruppo B ebbe origine nei popoli nomadi che si spostavano nella zona dell’Himalayha. Questi si cibavano soprattutto di carne e latticini in quanto vivevano, fondamentalmente, di pastorizia.

Il gruppo AB è quello comparso più recentemente e,anche per questo motivo, risulta essere quello espresso in percentuale minor nella popolazione. La causa della sua comparsa fu il mescolarsi del sangue dei barbari (prevalentemente A) con quello di tipo B (comune nella popolazione dell’Impero romano). Si tratta di un gruppo particolare in quanto i soggetti che lo presentano hanno ereditato le intolleranze di entrambi i gruppi ma degli anticorpi differenti pertanto, paradossalmente, risulta essere vulnerabile ma, allo stesso tempo, forte e resistente.

Gruppo 0

Partiamo con l’esaminare gli alimenti che, secondo questo regime alimentare si adattano meglio a gruppo più antico, quello presentato dalla maggior parte delle persone, il gruppo 0. Come detto precedentemente all’origine questi uomini vivevano prevalentemente di caccia ed il loro sistema immunitario aveva una elevata reattività. Per mantenere uno stato di salute sarebbe dunque necessario ingerire una considerevole quantità di proteine di derivazione animale ma anche vegetale (con verdure e legumi). In più, questo tipo di soggetti, per mimare la caccia e per scaricare al meglio lo stress che va a farsi sentire in particolar modo a livello muscolare, dovrebbe associare un’attivtà fisica a media-alta intensità.

cibi che sembrano non essere ben tollerati sono, invece, i latticini, i prodotti contenenti glutine ed i legumi come le lenticchie. In particolar modo l’attenzione va posta al glutine che, a causa del suo particolare contenuto (in termini qualitativo) di lectine va ad interferire con il metabolismo riducendo l’attività dell’insulina portando ad un incremento di peso e/o con l’aumento dell’età, anche all’installarsi di patologie come il diabete.


Gruppo A

Il sistema immunitario dei soggetti appartenenti al gruppo A sembra essere molto sensibile alle infezioni. Secondo questa teoria perché queste persone possano seguire una dieta definita sana dovrebbero mangiare sopratutto frutta, verdura, pesce e uova. Questi soggetti sembrano, a differenza di quanto visto per il gruppo precedente, non andare ad assimilare al meglio cibi come la carne rossa ed i latticini (pertanto questi sembrano essere immagazzinati dall’organimo come riserva sotto forma di tessuto adiposo).


Gruppo B

Per quanto riguarda gli individui con gruppo sanguigno B questi possiedono un sistema immunitario molto forte in quanto, le popolazioni da cui ebbe origine furono costrette ad adattarsi ad un ambiente ostile ed in cui la sopravvivenza non era semplice. Per lo stesso motivo anche il loro apparato digerente ha delle grandi capacità di adattarsi in modo rapido ai vari alimenti. Questi soggetti però tendono ad aumentare la loro quantità di massa grassa con l’ingestione di cibi come lenticchie, il grano saraceno, il sesamo ed il granturco, che possono causare ipoglicemia. In più, come era stato detto per i gruppo 0 sembrano possedere una leggera intolleranza al glutine.


Gruppo AB

Il gruppo AB è il più recente e, pertanto, il meno diffuso. Il sistema immunitario di questi soggetti è resistente alle malattie infettive grazie alla presenza di entrambi gli antigeni. ll loro apparato digerente presenta un‘elevata capacità di tolleranza ma tuttavia, a causa della scarsa acidità dovuta alla presenza del gruppo A trovano abbastanza difficoltosa la digestione delle proteine provenienti dalla carne rossa e, esattamente come avveniva per il gruppo B, potrebbero avvertire leggeri disturbi in seguito all’assunzione dei cereali.


Per gestire al meglio l’alimentazione lo stesso D’Adamo aveva tracciato nelle sue guide degli elenchi in cui comprese i cibi che apportavano benefici, i cibi neutri ed cibi nocivi.

Dimostrazioni che confutano l’emodieta

Fin da quando fu pubblicata, questa dieta, non convinse appieno gli scienziati e gli studiosi tanto che trovarono moltissime teorie e fattori che sembrano poterla confutare. La prima teoria riguarda proprio le lectine. Queste a seguito della cottura (sono termolabili) si trovano solamente in minima quantità negli alimenti e, pertanto non possono essere considerate come un parametro fondamentale. Un’altra ipotesi che non regge alla scientificità riguarda le intolleranze. Queste, a differenza di quanto sembra trasparire da questo innovativo regime alimentare, non appartengono solamente ai soggetti con gruppo sanguigno 0.

Un’altra idea che non convinse gli studiosi era il fatto che i gruppi sanguigni fossero legati in modo stretto alle abitudini alimentari. Se fosse così non ne esisterebbero solamente quattro ma si differenzierebbero, attualmente, per le popolazioni lapponi (alimentazione basata su proteine e lipidi), per gli orientali (cereali e pesce) e per le tribù africane (si nutrono per lo più di insetti).

Studi eseguiti

Il 15 gennaio 2014 è stato pubblicato uno studio fatto presso il Toronto Nutrigenomic and Health institute a cui sono stati fatti partecipare quasi 1500 soggetti. A questo campione sono state proposte diete che, per il loro gruppo sanguigno, risultavano essere non corrette. I soggetti sono stati controllati, tramite appositi test, sia dal punto di vista cardiometabolico, sia in termini di parametri antropometrici (indice di massa corporea, Body Mass Index, e misurazione in centimetri). Quello che fu affermato con certezza era il fatto che le differenti diete producevano effetti differenti apportando più o meno benefici alla salute.

La dieta che era stata pensata per i soggetti con gruppo sanguigno A risultava quella che dava risultati più soddisfacenti in termini di perdita di centimetri e, di conseguenza, di massa grassa (cosa he, ovviamente si riflette in un beneficio per la salute ed è di grande aiuto nella prevenzione delle patologie cardiovascolari). Altri benefici interessarono un miglioramento in temine di riduzione del colesterolo nel torrente sanguigno e della pressione. La dieta pensata per i soggetti dal gruppo AB aveva una sorta di effetto positivo sul cuore ma non presentava le caratteristiche adatte al dimagrimentoQuella per gruppo B sembra non apportare alcun beneficio mentre quella del gruppo 0 è in grado di ridurre il valore ematico dei trigliceridi. A smontare la teoria originaria c’è anche il fatto che le diete hanno apportato gli stessi benefici in modo non correlato al gruppo sanguigno.

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